PROTESI GINOCCHIO

DOTT. MATTHEW CHARLES GIORDANO

La protesi di ginocchio sostituisce le sole superfici dell’articolazione (vengono asportati pochi millimetri di superficie ossea) in modo da ripristinare un movimento scorrevole e funzionale (figura 1).

FIGURA 1 PROTESI GINOCCHIO

Figura 1

Consiste dalla sostituzione della tibia e del femore tra cui viene interposto un supporto di polietilene che negli anni ha subito le principali innovazioni tecnologiche mediante l’introduzione di materiale altamente reticolato che consente di supportare altissimi carichi, con una maggiore durata nel tempo della protesi rispetto a 15-20 anni fa.

La tibia ed il femore sono di metallo. Possono essere in lega di cromo-cobalto se la protesi viene fissata con il cemento oppure in titanio e tantalio se la protesi viene fissata biologicamente (figura 2).

FIGURA 2 PROTESI GINOCCHIO

Figura 2

In alcuni casi, e se usurata, può essere sostituita anche la superficie della rotula. Questa eventualità viene presa in parte prima dell’intervento oppure durante la chirurgia. E’ un gesto in più a volte indispensabile per fornire un ginocchio meno dolente e più funzionale durante la flessione e con il ginocchio in carico, per esempio quando si usano le scale. E’ un gesto che il sottoscritto non esita di eseguire quando necessario.

CHE COSA SONO LE PROTESI MONOCOMPARTIMENTALI DI GINOCCHIO ?

A queste protesi ho dedicato una sezione a parte. Sono protesi molto più piccole che possono essere impiantate solo in determinate condizioni. Hanno il vantaggio di conservare tutte le strutture anatomiche del ginocchio originale massimizzando la biomeccanica originale del ginocchio. (vedi sezione: le protesi monocompartimentali di ginocchio)

CHE COSA E’ LA PROTESI SEMIVINCOLATA DI GINOCCHIO ?

La protesi semivincolata di ginocchio è un impianto più stabile e complesso in quanto stabilizza maggiormente l’articolazione in tutte le direzioni. (figura 3).

FIGURA 3 PROTESI GINOCCHIO

Figura 3

Viene utilizzata negli interventi di revisione (sostituzione di una protesi già esistente), nelle perdite di stabilità, nelle perdite d’osso e nelle gravi deformità del ginocchio.

E’ un impianto più rigido che necessita di una maggiore stabilità della protesi stessa e che viene ottenuta impiantando su ogni componente uno stelo femorale e tibiale dentro i rispettivi canali. Esistono anche protesi completamente vincolate le cui indicazioni si collocano nei casi estremi di perdita ossea e legamentosa.

QUANTO SARA’ LUNGA LA CICATRICE e COME SARA’ ?

Le dimensioni dell’incisione possono variare e dipendono dalla distanza tra la pelle e l’articolazione: maggiore è questa distanza … più lunga sarà la cicatrice. Mediamente la cicatrice è lunga 13-15 cm nelle protesi totali e di 8-10 cm nelle protesi monocompartimentali interne (se non è necessario dovere ispezionare gli altri compartimenti del ginocchio).

La sutura avviene con fili particolari che consentono una chiusura ermetica della capsula e della cute (quest’ultima anche con colla medicale e steril-strips). La chiusura impermeabile riduce il sanguinamento, il drenaggio, il rischio di infezioni e permette all’anestetico e all’anti-sanguinamento locali di agire. Dimenticavo: la cicatrice è anche esteticamente più bella. La chiusura ermetica è uno dei cardini del protocollo fast track della protesi di ginocchio.

Molto raramente e nei pazienti con uno spesso strato di grasso davanti il ginocchio verrà effettuata un taglio curvilinea a “C”. Il razionale è quello di stare il più possibile lontani dai nervi cutanei interni che sono “persi” nel sottocute.

IN CHE COSA CONSISTE IL POST-OPERATORIO ?

Al postoperatorio ho dedicato una sezione a parte nel recupero rapido (vedi sezione “fast-track e continuità delle cure”). Sostanzialmente consiste in un breve periodo di ricovero nell’ospedale dove viene eseguito l’intervento e successiva dimissione a casa oppure presso un centro di riabilitazione dove completerà il suo recupero.

La deambulazione (significa camminare) avviene mediante l’utilizzo dei bastoni canadesi e servono a proteggere la guarigione ossea. L’utilizzo dei bastoni dura variabilmente 3-4 settimane.

Discorso a parte il quanto il paziente può camminare nel primo periodo: il recupero delle attività funzionali (camminare, andare in bagno, utilizzo scale) avviene quasi subito, mentre l’uso prolungato del ginocchio non può avvenire prima di sei-dodici settimane.

QUALE ANESTESIA VERRA’ PRATICATA ?

Premetto che l’anestesia in tutte le sue fasi è appannaggio del medico anestesista (con cui avrete obbligatoriamente un colloquio ed una visita durante la preospedalizzazione).

L’anestesia praticata nella stragrande maggioranza dei casi sarà l’anestesia spinale associata eventualmente ad una sedazione. L’anestesia spinale consiste nell’iniezione a livello della colonna vertebrale di una quantità minima di anestetico atta ad addormentare fondamentalmente il lato da operare. Dura variabilmente poche ore in modo da poter recuperare il movimento e far agire i farmaci antidolorifici. Quando riprenderà la mobilità sarà pronto ad eseguire, rigorosamente sotto la supervisione del terapista della riabilitazione, la camminata il giorno stesso dell’intervento (uno dei cardini del fast track).

La sedazione consiste nella somministrazione di farmaci che la rilasseranno e la faranno dormire. Nella mia esperienza è una preferenza del paziente che gli anestesisti rispettano sempre quando possibile.

Raramente e solamente in casi selezionati viene indicato dall’anestesista la necessità di eseguire un’anestesia generale.

COSA SUCCEDE SUBITO DOPO L’INTERVENTO ?

Subito dopo l’intervento verrà portato in un apposito reparto denominata P.A.C.U. (Post-Anesthesia Care Unit) che è adibita alle cure post anestesiologiche essenziale per garantire un’assistenza post-operatoria di alta qualità. In questo reparto verrà monitorato, osservato, riscaldato e stabilizzato prima di entrare nel reparto di degenza. Qui effettuerà anche la radiografia del ginocchio operato di controllo che sarà dal sottoscritto visionata.

In reparto verrà preso in carico dal personale paramedico e dovrà essenzialmente riposare.

QUANTO DURANO LE PROTESI DI GINOCCHIO ?

Questa è tra le domande più frequenti che mi vengono poste durante la visita e rispondo in maniera scientifica: il 93% delle protesi di ginocchio impiantate 15 anni fa sono ancora funzionanti, l’82% delle protesi impiantate 25 anni fa sono ancora funzionanti. Quest’ultima percentuale riguarda protesi più vecchie e questo valore è molto probabilmente più alto con le protesi attuali in quanto la tecnologia (in particolare con protesi più anatomiche e nella composizione del titanio/tantalio e del polietilene) e la tecnica chirurgica (corretto allineamento della protesi e comprensione della biomeccanica) hanno fatto passi da gigante negli ultimi due decenni e hanno permesso una durata impensabile rispetto a venti anni fa.

E’ questo il motivo per cui non pongo particolari divieti ai pazienti giovani e una buona percentuale di pazienti che opero hanno un’età inferiore ai 60 anni: se un ginocchio artrosico interferisce con una normale vita quotidiana per la mancanza di movimento e per il dolore la domanda più importante non riguarda la durata della protesi ma quando il paziente tornerà ad una normale vita quotidiana o sportiva.

QUALI SONO I PROBLEMI CHE POSSONO INSORGERE ?

Nessun intervento chirurgico è esente da possibili rischi e complicanze. Anche la sostituzione protesica di ginocchio può comportare problemi, seppure rari. I possibili rischi strettamente chirurgici sono: infezione (0,2%), rigidità-instabilità (1%); flebite-trombosi-embolia (0,5%); sofferenza cutanea; lesioni vascolari e nervose. Sono inoltre possibili rischi generici come anestesiologici e cardiocircolatori.

Tra i primi rischi, nella mia pratica, quattro punti riducono nettamente il rischio di complicanze rispetto al altri:

  1. Il dott. Giordano è un chirurgo protesico ad alto volume: chirurghi che operano continuamente le stesse cose hanno minori complicanze rispetto a chirurghi che fanno lo stesso intervento più saltuariamente. La pratica rende perfetti!
  2. La Casa di Cura Villa Betania GIOMI è una struttura protesica ad alto volume. Innanzitutto la struttura ha un’etica che pone sempre il paziente davanti a tutto e si prefigge di utilizzare tutti gli standard di eccellenza (in particolare in sala operatoria, aspetti che i pazienti non possono vedere). In secondo luogo tutte le figure (anestesisti, infermieri in sala operatoria, infermieri di reparto, terapisti della riabilitazione) sono ben istruiti e preparati. Anche in questo caso la pratica rende perfetti.
  3. Il protocollo fast track (recupero rapido) permette una rapida mobilizzazione del paziente sia a letto che in piedi, riducendo in modo significativo l’incidenza di flebiti, trombosi ed embolie. Il vero motivo per cui il dott. Giordano insiste e persevera nell’applicare il protocollo fast track (e vi assicuro che gran parte della continuità del percorso ricade sulle sue spalle) non è soltanto accelerare il recupero del paziente, ma soprattutto garantire una maggiore sicurezza.
  4. La continuità delle cure. Un aspetto che preoccupa il paziente è il chirurgo che fugge. Il dott. Giordano visita tutti i suoi pazienti a tre settimane (o alla dimissione dal centro riabilitativo), 6 settimane con radiografia di controllo e 4 mesi con radiografie di controllo.

Tutti i miei pazienti possono testimoniare la mia presenza in tutte le fasi postoperatorie.