Artrosi dell’anca

DOTT. MATTHEW CHARLES GIORDANO

CHE COSA È L’ARTROSI DELL’ANCA ?

Normalmente l’articolazione è ricoperta da una superficie (cartilagine) viva, liscia e morbida. Quando questa superficie viene meno con la sua scomparsa e quando avviene un contatto diretto tra osso e osso l’anca diventa artrosica (figura 1).

Figura 1

E’ un consumo irreparabile dell’anca che tipicamente si manifesta con dolore principalmente nella regione dell’inguine che può irradiarsi verso la porzione esterna dell’anca ed interna del ginocchio. È caratterizzata anche da una riduzione del movimento che si traduce, per esempio, nella difficoltà di toccarsi il piede con le mani.
Purtroppo l’artrosi dell’anca è una patologia evolutiva che tende a peggiorare nel tempo, compromettendo anche la capsula ed i tendini che tendono a retrarsi rendendo sempre più difficoltoso il recupero dell’articolarità.

PERCHE’ UN ANCA DIVENTA ARTROSICA ?

La causa principale può essere l’utilizzo eccessivo in particolare in persone con condizioni predisponenti. I fattori predisponenti sono rappresentati dal peso eccessivo e da lavori/attività in piedi. Altre cause sono le gravi sofferenze osteocondrali (detta anche osteonecrosi dell’anca), gli esiti di frattura (anche minimi), le deviazioni dell’asse dell’arto e le malattie reumatologiche.

CHE COSA SERVE PER PORRE DIAGNOSI ?

La patologia può essere agevolmente diagnosticata mediante esami radiografici completi dell’anca che evidenzieranno una riduzione dello spazio articolare e la produzione di osso in più (osteofiti) dovuti ad un continuo sfregamento. Raramente può essere necessario un esame TAC per valutare la condizione e la qualità dell’osso, oppure un esame Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) ad alto campo (almeno 1,5 Tesla) per valutare l’estensione di una eventuale sofferenza osteocondrale.

QUALI SONO LE TERAPIE ?

Nelle fasi iniziali il problema viene affrontato consigliando dapprima al paziente cicli di cinesiterapia per tonificare i muscoli intorno all’anca e per mantenere il più possibile il movimento. Se eccessivamente sovrappeso è consigliato eseguire un calo ponderale mediante dieta ed esercizio fisico a basso impatto come nuoto e cyclette. Nelle fasi acute del dolore può essere utile una breve e temporanea assunzione di anti-infiammatori oppure anti-dolorifici. La fisioterapia con macchinari è poco efficace in quanto l’articolazione è troppo profonda. Nelle artriti infiammatorie il trattamento non può prescindere dal parere del medico reumatologo.

QUANDO E COME OPERARE ?

La sostituzione articolare con protesi (vedi sezione PROTESI ANCA) viene suggerita in caso di artrosi avanzata e debilitante e quando interferisce con le attività. Al giorno d’oggi la tecnologia offre ottime soluzioni mediante le protesi (figura 2) permettendo al chirurgo di fornire al paziente un movimento funzionalmente completo dell’anca in assenza di dolore.

Figura 2

Tra le protesi ortopediche più studiate vi è la protesi di anca che garantisce dei risultati a lungo termine anche oltre i trent’anni. È stata proprio quest’articolazione ad avere beneficiato degli sviluppi tecnologici mediante la messa a punto di superfici di ceramica e polietilene altamente reticolato oppure ceramica e ceramica.

Il materiale metallico della protesi è in titanio a livello del femore e in lega di titanio o di cromo-cobalto a livello del bacino.

Più raramente, e quando l’osso è fragile, lo stelo deve essere cementato (figura 3): questo fornisce ottimi risultati anche a lungo termine e garantisce migliori risultati in termini di stabilità dell’impianto in un tessuto osseo osteoporotico.

Figura 3

Comunque la decisione di sottoporsi all’intervento chirurgico è una decisione che deve essere presa con l’obiettivo di risolvere una disabilità che interferisce con la sua vita ed esigenze quotidiane. Il mio ruolo è quello di metterla nelle condizioni di prendere una decisione illustrando tutto quello che comporta l’intervento.