Artrosi della spalla
CHE COSA E’ L’ARTROSI DELLA SPALLA ?
E’ un consumo dell’articolazione che determina una spalla dolente e limitata nel movimento (figura 1). A questa usura può essere associata una variabile lesione dei tendini della cuffia dei rotatori (la spalla dipende fortemente dalla condizione dei tendini che notoriamente perdono la loro funzione con il passare dell’età, a differenza del ginocchio dove i tendini sono robustissimi anche in età avanzatissima).
COME SI MANIFESTA L’ARTOSI DI SPALLA ?
Nelle fasi iniziali della patologia artrosica il dolore non è ben localizzato ed è più intenso nelle prime fasi dell’utilizzo e si riduce quando la spalla si “riscalda” ossia quando viene utilizzata nell’arco della giornata. Nelle fasi più avanzate la limitazione (riduzione) del movimento diventa più marcata, con dolore più intenso e sempre più legato all’utilizzo della spalla.
Nei casi più gravi il dolore è presente anche a riposo e durante i più piccoli movimenti. Purtroppo l’artrosi della spalla è una patologia evolutiva che tende a peggiorare nel tempo, compromettendo anche i tendini che rendono sempre più difficoltoso il recupero del movimento. Quando all’artrosi si associa una mancanza (o lesione) dei tendini della cuffia dei rotatori, oltre al dolore e alla limitazione articolare compare l’incapacità di sollevare in alto il braccio. Questo quadro viene chiamato anche “artropatia della cuffia dei rotatori” (figura 2).

Figura 2
PERCHE’ UNA SPALLA NECESSITA DI UNA PROTESI ?
La due cause principali sono:
- L’artrosi che può venire dall’utilizzo eccessivo o essere secondaria a fratture o artriti infiammatorie (come l’artrite reumatoide o similare). Esistono altre cause di artrosi, il cui approfondimento in questa sede sarebbe troppo complicato.
- La mancanza dei tendini della cuffia dei rotatori nelle lesioni non più riparabili e troppo retratte oppure nelle persone più anziane in cui la cui chirurgia riparativa non avrebbe possibilità di guarire per la scarsa biologia. Per lo stesso motivo è indicata una protesi nelle fratture complesse dell’anziano dove una osteosintesi avrebbe troppe probabilità di fallire.
CHE COSA SERVE PER PORRE DIAGNOSI DI ARTROSI DI SPALLA ?
Un’attenta anamnesi (colloquio con medico) ed esame obiettivo (la valutazione manuale della spalla) sono punti fondamentali nel porre diagnosi di artrosi.
La patologia può essere agevolmente diagnosticata mediante esami radiografici completi della spalla, che evidenziano una riduzione dello spazio articolare e la produzione di osso in più (osteofiti) dovuti al continuo sfregamento di superfici non più lisce (figura 1). Quando invece mancano i tendini della cuffia dei rotatori la testa omerale va in alto e si tocca con il tetto (acromion) come si vede nella figura 2.
Può essere necessario eseguire una TAC per valutare la condizione e la qualità dell’osso di appoggio della protesi (glena). Nella figura 3 si evidenzia una glena valida ad accogliere una protesi, mentre nella figura 4 la glena è insufficiente. Una Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) ad alto campo (almeno 1,5 Tesla) può essere utile per valutare la qualità dei tendini (figura 5).
QUALI SONO LE TERAPIE ?
Nelle fasi iniziali dell’artrosi il problema viene affrontato consigliando dapprima al paziente cicli di cinesiterapia per tonificare i muscoli intorno la spalla e per mantenere il più possibile il movimento. La fisioterapia con macchinari mira a “sfiammare” l’articolazione quando dolente. Le infiltrazioni intra-articolari di condroprotettori come acido ialuronico (chiamato tecnicamente viscosupplementazione) possono essere utili nelle fasi iniziali dell’artrosi. Le classiche infiltrazioni subacromiali non hanno effetto e sono inutili.
La possibilità di eseguire le infiltrazioni dipende dalla necessità di infilare l’ago nell’articolazione, cosa impossibile nei gradi avanzati dell’artrosi e facilmente constatabile da una radiografia recente.
COME E QUANDO OPERARE ?
La sostituzione articolare con protesi (vedi sezione PROTESI SPALLA) viene suggerita nel caso in cui la spalla è dolente, debilitante e quando interferisce con le attività. Al giorno d’oggi la tecnologia offre diverse ottime soluzioni con le protesi (figura 6) e negli ultimi decenni la tecnologia e gli studi biomeccanici hanno fatto passi da gigante.
Comunque la decisione di sottoporsi all’intervento chirurgico è una decisione che deve essere presa con l’obiettivo di risolvere una disabilità che interferisce con la sua vita ed esigenze quotidiane. Il mio ruolo è quello di metterla nelle condizioni di prendere una decisione illustrando tutto quello che comporta l’intervento.




